I misteri della Rolling Thunder Revue. Dylan e Scorsese su Netflix.

Durante la visione di “Rolling Thunder Revue”, il documentario di Martin Scorsese su Bob Dylan da pochi giorni visibile su Netflix, i sospetti cominciano subito, quando Richard Nixon parla del bicentenario degli Usa. Si fanno due rapidi conti: Nixon si dimette nel ’74 in conseguenza dello scandalo Watergate (per la precisione l’8 agosto), la Rolling... Continue Reading →

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Non lo conoscevo bene. L’addio a Franco Zeffirelli.

Ho incrociato Franco Zeffirelli varie volte, ma non mi è mai capitato di essergli presentato. Forse ne avevo paura. Credo che ai tempi, avesse saputo che lavoravo all’Unità, mi avrebbe ribaltato. Non siamo mai stati teneri con lui. Soprattutto il nostro critico musicale, Rubens Tedeschi, non perdeva occasione per massacrare le sue regie di opere... Continue Reading →

Cannes 2. Un western contro Bolsonaro

Dopo la deludente apertura con lo zombie-movie di Jim Jarmusch, Cannes 2019 ha subito rialzato la testa. "Bacurau" (Brasile) è un film stranissimo e notevole, e bisogna fare i complimenti al festival per averlo messo in concorso: i due registi, Kleber Mendonça Filho e Juliano Dornelles, erano già stati in gara tre anni fa con... Continue Reading →

Cannes 1. Morti di noia.

Come è iniziata la 72esima edizione del festival di Cannes? Abbastanza male, grazie. Dopo una domanda retorica e una risposta altrettale, sorge spontanea un’altra domanda alla quale è complicato rispondere: che razza di film è “Dead Don’t Die”, e perché sta in apertura del festival cinematografico più importante del mondo? Il “perché” in realtà è... Continue Reading →

Marlen sta per “Marx e Lenin”…

Veniamo a sapere oggi della morte di Marlen Martynovic Khutsiev, uno dei più grandi registi della storia del cinema sovietico. Era nato nel 1925, quindi è arrivato alla venerabile età di 94 anni, e però ci dispiace come se avessimo perso un vecchio zio. Marlen Martynovic era georgiano, ma viveva a Mosca fin dagli anni... Continue Reading →

Berlino 5. L’arrivo di Wang.

Il titolo è uno scherzo. E' una citazione dei Manetti Bros. "L'arrivo di Wang" è un loro film, molto divertente: un alieno che sbarca sulla Terra, in Italia, e parla solo cinese perché una sua indagine statistica ha decretato che quella è la lingua più parlata sul pianeta. Non in Italia, però. In realtà il... Continue Reading →

Berlino 4. La grazia di Agnès.

Oggi alla Berlinale è successa una cosa stranissima. Una cosa che per certi versi l’ha “distrutta” dal di dentro. Qualcosa talmente fuori registro da far apparire il festival (ogni festival) inutile, superfluo, transeunte. È passato fuori concorso “Varda par Agnès”, il nuovo film di Agnès Varda. E tutti gli altri film, tutta la Berlinale, tutto... Continue Reading →

Berlino 3. L’arrivo della “paranza”.

Nella foto sopra, vedete Claudio Giovannesi, prima allievo, poi diplomato e infine insegnante del Centro Sperimentale, circondato dai giovani interpreti di "La paranza dei bambini", passato oggi in concorso a Berlino. Qui sotto, alcune riflessioni sul film e sull'incontro con Claudio e con Roberto Saviano, in occasione della loro visita alla trasmissione radiofonica "Hollywood Party".... Continue Reading →

Berlino 2. I ragazzi di “Selfie”.

Alcuni fantasmi si aggirano per il festival. E casualmente questi fantasmi convergono su un film italiano abbastanza straordinario, sul quale vorremmo fissare per un attimo la nostra e la vostra attenzione. Il film si intitola “Selfie” ed è diretto da Agostino Ferrente, il regista di “L’orchestra di Piazza Vittorio” e di “Le cose belle”, uno... Continue Reading →

Berlino 1. Correttezze e scorrettezze.

Non se ne esce. E forse è giusto così. Inizia la 69esima edizione della Berlinale e tutto sarebbe sonnacchioso e quasi superfluo - la qualità dei film non si annuncia travolgente, e la pellicola d'apertura è una discreta delusione - se ogni tanto le orecchie di tutti non si appizzassero quando si parla di politica,... Continue Reading →

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